Il centro della Sardegna

Gonare è un luogo eccezionale: la sua prominenza rende questa montagna visibile da grandi distanze, elevandola a riferimento per intere regioni e comunità: il santuario sulla sua vetta è quindi un luogo particolarmente significativo, fulcro di logiche geopolitiche e di forti sentimenti spirituali. Dalla sua cima si scende lentamente tra i boschi verso il crocevia di Umadu, dove si prosegue nel cuore della Barbagia tra silenziose sugherete, necropoli neolitiche, macigni granitici isolati e boschi compatti e ricchi d’acqua. Come un miraggio appaiono i novenari di San Cosimo e Sa Itria che, nei giorni di festa, si animano di una fervida moltitudine di fedeli. Una lunga strada campestre si tiene alta in quota, lasciando occasioni per ammirare delle belle viste sul Gennargentu e sul Supramonte: si arriva così a Fonni ed alla sua Basilica dei Martiri, riposandosi dal lungo cammino prima di ridiscendere verso le impervie vallate del Taloro. Qui gli antichi Sardi costruirono i loro santuari lungo le vie della transumanza che dal Gennargentu recavano i pastori a svernare sulle piane e qui si muovono oggi i passi del pellegrino, rasentando il lago di Gusana e risalendo tra boschi compatti fino alla chiesa di San Pietro de Oleri, in territorio di Ovodda, per scender poi nuovamente verso il lago di Cucchinadorza e risalire infine a Teti ed al suo santuario di San Sebastiano. È ancora una vallata, quella del Torrei, ad indicare la via del cammino: si risale così il fiume in direzione di Tiana e si prosegue tra i boschi silenziosi ed i magnifici castagneti che hanno fatto la fortuna di queste vallate, raggiungendo infine il centro di Tonara, arroccato su un ampio valico. Qui i Cammini si dividono: si può proseguire ad ovest, verso San Mauro e il Barigadu, oppure continuare verso sud, risalendo la scrosciante vallata di Uatzo fino alla chiesa di Santa Margherita di Belvì. Qui il sentiero continua ancora verso la montagna, raggiungendo il simbolico picco di Texile prima di ridiscendere, verso sud, ed incontrare il Cammino che reca al Sarcidano.
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