Dalla Barbagia alle pianure

Ad Arcuerì si riuniscono i bracci dei Cammini dello spirito che provengono dall’Ogliastra e, poco più ad ovest, su una cresta panoramica ed esposta ai venti, si trova S’Enna ’e s’Omini, il valico da cui si dipartono ancora due importanti direttrici. Quella più settentrionale scende e risale per Seui, lasciandosi il centro abitato alle spalle e raggiungendo in salita la piccola chiesa di San Sebastiano e Santa Barbara, dedicata così dai minatori dei vicini scavi di Corongiu. Per le cime ventose e panoramiche di Lareri ci si affaccia a Seulo dove, sulle tracce di antichi sentieri, si sfiora la cascata di Stampu su Turrunu e si raggiunge il piccolo centro nel cuore della Barbagia omonima, portandosi poi alla chiesa dei SS. Cosma e Damiano, all’ombra di una monumentale roverella. Si prosegue affacciandosi sul Flumendosa tra cime calcaree e valloni impervi, risalendo poi a Gadoni dopo un tratto spettacolare sul fiume: qui si incontra il Cammino che proviene dalla Brabragia di Belvì e da San Mauro. Oltre la miniera di Funtana Raminosa, i passi del pellegrino risalgono fino al valico di Ortuabis sulle antichissime vie della transumanza, presidiate dall’antichissima chiesa di Santa Sofia che prelude al centro di Laconi. È da questo paese noto per il suo S. Ignazio che i Cammini dello Spirito volgono a sud, muovendosi tra colline ondulate e campi di grano, con la Giara Manna a fare da riferimento nel paesaggio. La Madonna della Strada, Sant’Elia, San Sebastiano, San Salvatore ed il celebre santuario di Santa Vittoria sono solo alcuni degli straordinari monumenti sacri che, mischiati ai lasciti delle religioni protosarde, punteggiano il paesaggio. Più a sud si incontra San Simone, dal sapore medioevale ed isolato nelle campagne: qui i Cammini voltano ad est, per ricongiungersi infine a S’Enna ’e S’Omini: lungo i passi del pellegrino si snodano San Giovanni e le strette strade che seguono i passi del Cammino di San Giorgio, raggiungendo Orroli e la sua Santa Caterina e, più a nord, San Pietro e San Giuliano. Il monte Santa Vittoria è ormai imponente e lo si raggiunge, dopo la Madonna d’Itria di Sadali, oltrepassando il silenzioso bosco di Bettili per poi salire sulla montagna dove, silenziosi ed isolati, i ruderi dell’antica chiesa che ha dato nome al rilievo raccontano una storia ormai dimenticata.
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