Dal Cedrino al Tirso

La chiesa di Nostra Signora della Pietà si affaccia sulla più importante sorgente sarda: lo splendido monumento naturale di Su Gologone. Qui i passi del pellegrino cominciano a dirigersi verso ovest muovendosi dal parco che affianca le sorgenti, sfiorando le pareti calcaree che segnano, come una muraglia, l’ingresso al mondo del Supramonte. Una serie di sterrate e sentieri ben curati si muove in direzione del paese di Oliena, tra boschi di leccio e i celebri vigneti ed uliveti olianesi, toccando la chiesa di N.S. di Monserrata e giungendo infine al paese. Si continua tenendosi sempre ai piedi del Supramonte con scenari grandiosi, risalendo infine ad Orgosolo dopo un lungo tratto immerso nelle campagne e, dopo aver visitato le vie del centro con i suoi celebri murales, raggiungendo la chiesa di Sant’Egidio ed Anania, aggrappata ad un rilievo roccioso. Qui parte una serie di strade campestri immerse nel cuore della Barbagia che sfiora il luogo del martirio della Beata Antonia Mesina, scendendo poi tra i vigneti che rendono celebre Mamoiada e raggiungendola tra le vigne di Lort’Attesu.

Una strada campestre comincia a risalire poi tra querceti e lecci imponenti, mirando alla inconfondibile vetta di Gonare, simbolo e riferimento per intere regioni geografiche. Al termine della scalata si svela un esile sentiero consumato dai passi dei pellegrini che, in un crescendo esaltante di panorami, conduce al santuario dedicato alla Vergine sulla cima più alta: un luogo speciale, dal respiro ieratico ed antico, patrimonio delle comunità di Sarule ed Orani e venerato dall’intera Barbagia.

Sui passi dei pellegrini che si recano al santuario si discende verso Orani visitando la chiesa di San Francesco Saverio ed infine raggiungendo l’antico centro, da cui ci si stacca in salita sui colli boscati che lo separano da Oniferi. Qui si spalanca la vallata del Tirso e lungo il corso del fiume si proseguirà il cammino: si raggiunge Orotelli con la sua cattedrale romanica, muovendosi poi sul pellegrinaggio che reca a San Pietro di Oddini per strade antichissime, eredità viaria di centri abitati ormai scomparsi. Per questa relitta e straordinaria rete di percorsi ci si muove nella pianura, raggiungendo prima la magnifica cattedrale di San Nicola di Ottana ed infine, sempre affiancati dal Tirso, risalendo a Sedilo ed al suo celeberrimo santuario di San Costantino, ormai affacciati sul lago dell’Omodeo.

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